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Ecco cosa sapere se sei giovane e stai pensando di partire in cerca di lavoro

La disoccupazione giovanile in Italia è del 28,7% che, tradotto in parole, vuol dire che 1 giovane su 3 è senza lavoro.

Insomma, una brutta situazione che diventa quasi tragica se ci spostiamo verso il sud dell'Italia.


Perchè?

Questa è la domanda che da anni tiene in scacco accademici, politici e sociologi, impegnati nella ricerca di una soluzione, mai vista fino ad oggi. C'è solo un rimpallo di responsabilità.

"La colpa è della scuola e dell'Università che non indirizza bene i giovani verso le richieste di mercato." " NO, la colpa è della politica che non mette in atto degli interventi significativi " e così via..

Tutti hanno ragione e torto allo stesso tempo, e il problema rimane.

E quindi?

E quindi niente, e ai giovani restano soltanto due alternative:

• Partire per cercare fortuna all'estero

• Restare sulle spalle di mamma e papà, sperando che la Fortuna si tolga la benda e li guardi in faccia, prima o poi.

Ma vuoi vedere che i grandi imprenditori e manager che apprezzano il talento sono tutti all'estero?


NO, perché, anche lì, prima di far valere il tanto sudato titolo di studio bisogna far gavetta, partendo dalle cucine di un ristorante, o pulendo i piani degli Hotel.

E molte persone in quelle cucine o a fare le pulizie finiscono per restarci.


Se i fatti sono questi, e sai bene che lo sono, perché partire?

Non è più saggio fare lo stesso percorso restando in Italia?

Restando vicini alla famiglia?


Non c'è bisogno di andare all'estero per veder riconosciuti i propri meriti: il talento, se c'è, viene premiato sempre.


Un esempio? RèSpeak!





Molte delle persone che adesso hanno sulla porta del loro ufficio la scritta “ direttore commerciale”, “ responsabile risorse umane” o “call center manager”, hanno mosso i primi passi indossando le cuffiette. Si, hanno iniziato a lavorare in un call center senza troppe attese e giusto per guadagnare qualche soldo, fino ad arrivare dove sono ora.

Contratto a tempo indeterminato, stipendio più che dignitoso e stabilità, tutto questo perché hanno deciso di restare in Italia piuttosto che andarsene.


Un esempio?


Delia Rusciano, studentessa universitaria come tante, che per non pesare eccessivamente sul bilancio familiare decise di mettersi alla ricerca di un lavoro part-time.


La scelta del call center, in barba ai pregiudizi che aleggiano intorno a questo settore le sembrò subito la più opportuna, visto l'impegno part time richiesto da questo lavoro.


Decise quindi di candidarsi all'offerta di lavoro in vigore presso la sede RèSpeak di Marano, e

il solo colloquio fu utile a far si che ogni pregiudizio cadesse. L'appoggio e la disponibilità di Alessandra e Marina, le team leader dell'epoca, uniti all'ambiente giovane e dinamico che caratterizza questo tipo di lavoro, fecero si che tra la sala e Delia scattasse subito il colpo di fulmine.


Il primo giorno al telefono, dopo la settimana di formazione prevista, Delia siglò tre contratti: un totale non da poco per una "novizia" del settore. La nuova arrivata venne accolta subito a braccia aperte dai colleghi, pronti a metterla a suo agio e ad insegnarle tutti i trucchi del mestiere. Di conseguenza i risultati continuarono a migliorare.


E non fu l'unico traguardo raggiunto.


Ben presto arrivò anche la crescita personale.


Lavorare in un call center vuol dire stare a stretto contatto con le persone, e questo non può che migliorare la capacità di relazione e di comunicazione. Le nuove doti si rivelarono utilissime per i suoi studi.


Il lavoro le piaceva, e in quella stessa sala Delia aveva degli amici, ma dopo 5 mesi la sua avventura in RèSpeak giunse al temine, visto che il tirocinio formativo previsto dal suo corso di laurea era alle porte.


Al momento dei saluti però, Delia pronunciò alle sue team leader una frase quasi profetica: "me ne vado, ma tornerò laureata e cercherò di entrare negli uffici".


E così è stato.


Dopo aver conseguito la laurea in scienze politiche e relazioni internazionali con una votazione di 104, Delia iniziò a cercare lavoro e ad inviare curriculum, inciampando, quasi per caso, in un'offerta di lavoro indetta da quella stessa società che fa capo al marchio RèSpeak.


Oggi, come aveva promesso, fa parte degli uffici amministrativi.


Poi c'è Lorenzo, RèSpeaker nella sede di Rione Alto, studente di economia, che grazie a RèSpeak ha trovato la sua indipendenza economica e il suo equilibrio.


E ancora abbiamo Francesca, RèSpeaker nella sede di Marano da tre anni e così via...


Di universitari e giovani in RèSpeak ce ne sono molti.


Tutti pronti ad usufruire delle "rèali opportunità" che un'azienda attenta al benessere dei collaboratori può offrire.


Prima tra tutte “La rèale opportunità” di poter trovare in un call center il rispetto e l'attenzione che ogni lavoratore merita. Perché anche un call center può darti la stabilità e le soddisfazioni che cerchi, se gestito nel modo giusto da una persona con etica professionale.


Tu sei pronto ad accantonare i tuoi pregiudizi e metterti alla prova, o preferisci partire andando incontro all'ignoto?

Pensaci bene.

La tua "rèale opportunità" potrebbe essere più vicina di quanto credi.



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