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Il “Barbaro” riverbero.....

Durante gli ultimi anni della mia vita ho avuto tante esperienze lavorative, in diversi settori. La mia passione era però la scrittura e per questo ho deciso di diventare pubblicista. Ho scritto, molto e per le più diverse testate, ma il risultato è stato sempre lo stesso: sono stata pagata poco o niente.

Spesso il mio compenso era la visibilità, il salumiere però non ha mai voluto accettarla come compenso. Strano, no?

Purtroppo, per fortuna avrei detto in seguito, non trovavo nessun lavoro che mi appagasse o che mi consentisse di rendermi indipendente (nemmeno i proprietari di casa vogliono essere pagati in visibilità) e per racimolare un po’di soldi decisi di fare un colloquio nel Call Center Réspeak di Marano di Napoli. Ho detto per fortuna perché da quel giorno, esattamente il 23/10/2015, mi è cambiata la vita. Mi chiamo Marina, sono una donna, e superati i trent’anni, giorno in cui le donne scadono come il latte, mi è stata data un’opportunità che avrebbe cambiato il corso della mia vita. Oltre a migliorarmi personalmente nel rapporto con me stessa e con gli altri ( c’è tantissimo da dire sui benefici che porta questo tipo di lavoro, per questo c’è un articolo dedicato che ti invito a leggere ), mi ha fatto crescere professionalmente. Oggi sono la CCM della sede di Marano, proprio quella in cui ho iniziato come “semplice” Réspeaker.

Ho deciso di scrivere questo articolo perché mi sono resa conto che c’è poca conoscenza riguardo ai disturbi che crea il riverbero, soprattutto nei luoghi di lavoro.

In fisica e acustica il reverbero, più comunemente chiamato riverbero, è un fenomeno acustico legato alla riflessione dell’onda sonora da parte di un ostacolo posto davanti alla fonte sonora (fonte Wikipedia)

Le onde sonore si comportano in maniera diversa a seconda dell’ambiente e i luoghi chiusi ne provocano un comportamento peggiore rispetto a quelli aperti, le stesse rimbalzano e il suono può tornare indietro generando ancora maggior disagio. Ci ritroviamo a pensare che il vicino, il collega, gli ambienti siano “rumorosi”, e la sola parola “rumore” evoca immediatamente una sensazione di fastidio, non solo celebrale ma anche fisico.

L’esposizione ai rumori è causa di stress , malumore e distrazione, soprattutto in situazioni lavorative ripetute nel tempo.

A tali patologie causate dal rumore va data la giusta importanza perché possono condizionare non solo la tua vita lavorativa ma anche quella personale e quindi rapporti con familiari, amici, figli e tutti coloro che fanno parte della tua vita.

La moderna visione estetica e funzionale di un ufficio ci vuole sempre più spesso in situazioni di condivisione, la sinergia tra idee e professionalità ci vuole vicini, non solo in senso empatico ma spaziale. Condivisione e sinergia si sa generano tanti benefici, poco si pensa al fatto che potrebbero essere però azzerati se confrontati con il disagio di lavorare in un contesto comune come quello dei sempre più diffusi open space, e peggio ancora se il nostro lavoro è quello di operatori Call Center.

Purtroppo questo accade molto spesso, in più del 97% dei luoghi di lavoro gli “imprenditori” hanno destinato il 100% del budget alla sola estetica senza pensare al benessere e la cura del proprio collaboratore.

Si dice che un egoista sia solo un altruista più sincero, dovremmo quindi ignorare i problemi di chi è il cuore della nostra attività, non dare peso al benessere dei collaboratori e aspettare che si rassegnino a lavorare in una condizione non ottimale. Questo più che egoismo è sciatteria e disinteresse oltre che un approccio aziendale perdente.

Noi lavoriamo con persone e non con “numeri”, solo una situazione confortevole riuscirà a garantire che chi collabora con noi possa lavorare al meglio. Credere che sia lo stipendio il solo motore umano significa non tenere in giusta considerazione il valore della serenità e della salute della propria squadra.

Torniamo allora all’assunto iniziale e rimettiamo in ordine il concetto:

un egoista è un altruista che fa il suo bene generando bene per gli altri.

L’inquinamento acustico sul posto di lavoro va considerato come un problema PRIMARIO!

Innanzitutto chi lavora in condizioni di caos diminuisce la sua produttività, secondo recenti studi c’è un calo di performance addirittura di oltre il 66%. Le persone esposte a condizioni di forte inquinamento acustico rischiano seri problemi alla salute, non solo delle orecchie. Il sistema circolatorio e la pressione ne risentono gravemente, ed ecco tornare il famigerato stress, ma anche la postura ne risente visto che il lavoratore tende ad assumerne una sbagliata per raggomitolarsi e isolarsi, stando magari troppo vicino al monitor e perciò danneggiando la sua vista.

I venditori telefonici sono esposti a varie sorgenti sonore, non solo l’ambiente circostante e i colleghi vicini ma anche il cliente che è all’altro capo della cornetta. Le cuffie lo isolano nel momento della conversazione, ma lo riespongono alla fonte sopita subito dopo che la comunicazione con l’interlocutore momentaneo viene interrotta.

Chi si trova in un ambiente meno inquinato acusticamente tende per riflesso a abbassare il proprio tono di voce non dovendo sovrastare i suoni che lo investono. Psicologicamente il non dovere urlare per farsi sentire rende meno aggressivi, più positivi e quindi più sereni. In conclusione quindi rendere il contesto lavorativo meno esposto al rumore rende più felici e sani i nostri collaboratori, più positivo l’ambiente, più alta la produttività.

Bisogna tenere conto poi che in un paese che offre pochissime prospettive di lavoro sono proprio i bistrattati Call center che danno a tante persone la possibilità di guadagnarsi da vivere in contesti diversissimi tra loro.

Mai ci si sognerebbe di accostare un piccolo bar sperduto in qualche paesino sui monti al più fashion bar della piazzetta di Capri, eppure questo non vale per il settore delle vendite telefoniche che invece vede accostati contesti diversissimi tra loro. Uffici umidi in sottoscala più vicini al concetto di garage che a quello di ufficio vengono accomunati a realtà ben diverse.

La nostra azienda ha da tempo compiuto passi importati in tema di benessere per chi vi lavora.

E proprio perché la tematica del rumore e quindi del benessere dei nostri collaboratori ci appartiene profondamente abbiamo fatto una scelta davvero poco economica: siamo la prima azienda di Call Center in Italia che si è rivolta alla società numero uno a livello INTERNAZIONALE per effettuare un’analisi specializzata al fine di utilizzare i più sofisticati materiali e sistemi per portare l’acustica delle nostre sedi ad un livello ECCELLENTE e mai raggiunto in questo settore.

Rèspeak è la Tua rèale opportunità e proprio per questo come primo obiettivo ha il benessere delle persone con le quali collabora.

Il tema inquinamento acustico è solo uno dei Plus che differenzia Rèspeak rispetto agli altri, seguici su facebook e instagram e scoprirai quanto siamo differenti, e quanto rèalmente siamo la TUA OPPORTUNITA'.

Steve Jobs ha detto:

«Il mio modello di business sono i Beatles. Erano quattro ragazzi che tenevano reciprocamente sotto controllo le proprie tendenze negative. Si bilanciavano tra loro. E il risultato era più grandioso della somma delle parti. Ecco questo per me è il business: le grandi cose nel business non vengono mai da una sola persona, ma da un team di persone».


Marina Vitale