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Inquinamento acustico sui luoghi di lavoro e i rischi per la salute

L'acustica è uno dei fattori sui quali i datori di lavoro e i proprietari dei locali pubblici in generale non pongono molta attenzione, incuranti del fatto che il cliente potrebbe non tornare, o che il personale, costretto a lavorare in un ambiente eccessivamente rumoroso, manifesterà una riduzione della produttività e probabile stress lavoro-correlato.


Le conseguenze di un ambiente rumoroso


L'udito è il secondo senso più importante dopo la vista, ma a differenza di questa non è ineludibile: ossia non si può scegliere di non sentire un rumore. Studi scientifici hanno dimostrato che lavorare in locali rumorosi porta l'organismo ad attivare delle reazioni neurovegetative fra cui: l'ipervigilanza, l'orientamento degli occhi verso la principale fonte di rumore, aumento della frequenza cardiaca, del ritmo respiratorio, senonché una diminuzione della percezione soggettiva di sicurezza, che provoca uno stato d'ansia.

Si, perché stando a quanto sottolineato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, con il termine “salute” non s'intende l'assenza di malattia ma uno stato di benessere psico-fisico, che viene penalizzato da un ambiente acustico sfavorevole.


Vivere o frequentare - nel caso del lavoro - ambienti particolarmente rumorosi, può portare a contrarre atteggiamenti negativi, scientificamente noti come:


1. Effetto Lombard, ovvero quando una persona tenda a modificare il proprio tono di voce in base al livello di rumore di fondo, con conseguenze nella qualità della conversazione e nel rapporto con gli altri.

2. Annoyance, il sentimento di stress e irritazione costante, che incide notevolmente sulla comunicazione e la convivenza del soggetto con i colleghi.


La più comune e prevedibile tra le conseguenze dovute all'inquinamento acustico sul luogo di lavoro è “'Ipoacusia da rumore”, ovvero la progressiva perdita dell'udito. Vista la particolare delicatezza dell'argomento, la salubrità dell'acustica sul luogo di lavoro è stata inserita tra le principali cause di stress lavoro-correlato.


L'importanza dell'isolamento acustico sul luogo di lavoro


Il Decreto Legislativo 81/08 costituisce una sorta di vademecum per quanto riguarda il benessere del lavoratore. Di preciso, all'articolo 28, vengono elencate le diverse azioni che il datore di lavoro deve compiere, al fine di rendere l'ambiente confortevole. Tra queste troviamo anche un occhio di riguardo alla qualità dell'acustica, che gioca effetti diretti sia sull'umore che sulla produttività di chi vi lavora


Trascorrere la maggior parte del tempo di una giornata acusticamente “performanti” è un requisito scientificamente provato, al fine di una migliore qualità della vita. Inoltre, un ambiente poco rumoroso favorisce i sentimenti positivi, facendo si che chi vi lavora lo faccia con il sorriso, oltre ad acuire la concentrazione, produttività e a migliorare le relazioni con i colleghi.


Più spesso di quanto si creda, ad ottimizzare la vivibilità dell'ambiente di lavoro è un intervento di correzione dell'acustica. L'applicazione dei pannelli fonoassorbenti, per esempio, può diminuire di molto il riverbero che si verifica all'interno degli ambienti chiusi, colpevole di dare la costante sensazione di essere circondati da un rumore troppo forte. Tali rivestimenti sono stati infatti realizzati con lo scopo di limitare la propagazione delle onde sonore, maggiorata dai materiali che in genere costituiscono le pareti.

Purtroppo però, nonostante si parli di salute dei lavoratori ed obblighi di legge, i datori di lavoro impegnati a migliorare la situazione sono ancora troppo pochi.


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