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La cosa più importante da sapere se sei senza lavoro? Che non lo troverai

Aggiornato il: 21 ott 2019

L'analisi per fasce d'età smentisce quanto dichiarato dai telegiornali: non è vero che la disoccupazione è in calo.




L'azienda per cui lavoravi è fallita. Il tuo contratto a tempo determinato non sarà rinnovato. Vuoi smetterla di pesare sul bilancio familiare. In poche parole sei senza lavoro, e trovarne uno non è facile. Perché? Perché le aziende assumono solo chi fa comodo a loro.


Stando ai recenti dati resi noti dai telegiornali la disoccupazione è in calo ma, analizzando i numeri per fasce d'età, l'affermazione non risulta del tutto esatta. Il totale delle persone che trova un nuovo lavoro sembra in crescita soltanto tra chi ha superato i 50 anni (+34mila). Calano invece gli occupati tra i giovani che hanno tra i 15 e i 24 anni (-23mila) e tra 25 e 34 (-2mila). La situazione non migliora per le persone che hanno tra i 35 e i 49 anni (-10mila)


Questo cosa significa per te? Che se non hai dai 50 anni in su le tue possibilità di trovare lavoro diminuiscono notevolmente.


Ma tu non ti arrendi e continui a provare, spinto dalla speranza che prima o poi i tuoi sforzi siano premiati e il posto fisso arrivi. Sei andato in tutte le agenzie interinali della zona e hai risposto ad ogni annuncio di lavoro trovato online ma niente. Il tutto mentre i tuoi genitori ti accusano di “non fare abbastanza”, gli amici ti guardano in modo compassionevole e i parenti ti offrono aiuto economico per portare avanti la tua famiglia.


Ormai sei schiacciato dall'ansia, e non vai neanche più in bagno senza il tuo cellulare, “che non sia mai ti chiami qualcuno o ti mandi una mail”


Hai fatto tutto quello che era in tuo potere, ma la famosa chiamata non arriva mai.


Ti posso assicurare che non è colpa tua, al contrario di quello che vogliono farti credere.


La realtà è che se non rientri nelle categorie che permettono alle aziende di usufruire di sgravi ed agevolazioni fiscali sei fuori dai giochi, e prima o poi il sussidio di disoccupazione che percepisci finirà.


È vero, potresti “lavorare da casa” o “lavorare online” ma non te lo consiglio: di solito sono truffe. Potresti provare ad avviare una tua attività, ma ci sono dei rischi che in questo momento non puoi correre.


Oppure, potresti andare a lavorare in un call center.


Avevi scartato l'idea a priori, lo so.


Internet è piena di notizie che parlano delle condizioni di lavoro degradanti dei call center. In molti li definiscono “le nuove miniere” mentre, qualcun altro etichetta gli operatori telefonici come i nuovi poveri. Peccato che tutto questo fosse vero 10 anni fa.


Oggi, i call center danno a più di 80.000 persone uno stipendio dignitoso.

Tra gli operatori ci sono principalmente donne, di quelle che hanno visto molte porte sbattute in faccia perché mamme. Subito dopo abbiamo gli studenti, che mossi dal desiderio di indipendenza hanno scelto un lavoro che lasci tempo per lo studio. Infine ci sono coloro che hanno iniziato nei call center per necessità, ed hanno poi finito per innamorarsi di questo lavoro.

Insomma, rispetto al passato quello nei call center può essere considerato un "vero lavoro", con diritti, stipendi e contratto tutelati dalla legge. Ma si continua comunque a parlarne male.


La domanda è: perché?


Hai ragione, esistono call center che pagano poco o non pagano proprio, e che costringono gli operatori a lavorare in condizioni pessime. Ma non sono tutti cosi. Quello nei call center è un lavoro stressante e noioso come tutti gli altri, dove a fare la differenza è l'atteggiamento del datore di lavoro: bisogna solo saper scegliere, dando importanza alle giuste cose.

Call center che mettono al centro il bene dei loro collaboratori esistono.

Prova a leggere le recensioni su Facebook di RèSpeak: il marchio nato con l'intento di rivoluzionare il lavoro nei call center, e di ridare importanza alla figura dell'operatore telefonico


Per iniziare, all'interno dell'azienda non esistono operatori telefonici ma respèaker, ovvero persone formate seguendo un "iter speciale" che, visti i 350 collaboratori all'attivo al momento, si può dire venga appoggiato e condiviso pienamente.

Il payoff del marchio, “la tua reale opportunità”, rappresenta una promessa che la direzione fa ai suoi collaboratori. Una promessa di crescita professionale e stabilità economica, concretizzata dai numerosi operatori che pur partendo dalle cuffiette ora ricoprono ruoli importanti.

Inoltre, sono molti i collaboratori che sono in azienda da 5, 6 e anche 10 anni, e ad oggi non hanno mai preso in considerazione l'idea di cambiare lavoro.


E questo deve pur significare qualcosa no?


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