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Lavorare nei call center ieri Vs oggi

Aggiornato il: 8 lug 2019

Tanto tempo fa lavorare in un call center era considerato un incidente di percorso, qualcosa di inevitabile dovuto a cause di forza maggiore. “Sono finito in un call center” usava dire il neo assunto, a voler testimoniare la sua rassegnazione per l'esser entrato a far parte di quella sorta di universo parallelo.


Un inferno lavorativo reso tale da datori di lavoro disonesti, colpevoli di aver dato il via alle proprie attività in garage, locali sporchi e sottoscala umidi, mossi dal solo intento di portare a casa i soldi. E ancora, ore di lavoro interminabili, diritti negati e stipendio tanto basso dall'essere quasi nullo. Insomma, tutte ragioni che giustificavano e alimentavano il malcontento e la rassegnazione di chi ci lavorava, e la disperazione di chi temeva di poterci finire.


Ma ad oggi le cose sono diverse.


Da occupazione transitoria quella nei call center è diventata una vera e propria occupazione. Ci lavorano in 80.000 circa, tra cui studenti universitari, mamme, disoccupati che nei call center hanno trovato la loro seconda opportunità, fino ad arrivare a coloro che, pur iniziando “contro voglia”, a quelle cuffiette hanno poi finito per affezionarsi.


I contratti sono a norma di legge, come anche gli uffici e l'organizzazione del lavoro.


Gli operatori non sono "più incatenati" alle loro postazioni ma possono muoversi liberamente, e soprattutto hanno a disposizione pause regolari.

Il più parli più guadagni” tanto di moda all'inizio del 2000 è ormai morto.

Le tabelle ferree che prevedevano nessun compenso per una telefonata inferiore ai 20 secondi, 10 centesimi per minuto fino ad arrivare al Jackpot degli 85 centesimi guadagnati per 2 minuti e mezzo, sono state sostituite da tariffe orarie a norma di legge.


Ovviamente, i capi non sono tutti onestissimi, e trovare dei call center che sfruttano i propri operatori fino all'inverosimile non è raro, come non lo è trovare la commessa che lavora 12 ore di fila senza pause.


Bisogna saper scegliere e fidarsi dell'istinto, il resto vien da se.


Cosa aspetti?


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