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Se sei donna e mamma non puoi lavorare, la dura realtà dell'Italia

Vuole sposarsi?” “Ha intenzione di avere figli? " “Quanti figli ha? ” “Con chi sono ora?


Queste sono solo alcune delle domande a cui le donne sono costretta a rispondere quando sostengono un colloquio di lavoro. Tutte domande che non vengono rivolte agli uomini.

Si chiama colloquio differenziato, ed è una forma di discriminazione, sempre più diffusa nel nostro paese, che rende ancora più difficoltoso l'accesso delle donne al mercato del lavoro.


Stando ai dati, sono in 165.562 le donne che hanno lasciato il lavoro, per “incompatibilità tra l'occupazione lavorativa e le esigenze di cura della prole”. In tutto sono 30.672 le dimissioni e risoluzioni contrattuali di lavoratrici madri, rispetto alle 9.066 che vedono invece coinvolti i “padri”. Numeri allarmanti in crescita dal 2011, quando le donne che si sono dimesse a causa dei problemi nel conciliare lavoro e famiglia erano “solo” 17.175.


Insomma, il mondo del lavoro esclude le donne se mamme, o le penalizza.


Perché?


A causa di una cultura che vede la donna ai fornelli e l'uomo al lavoro. Semplice.

E il quadro peggiora nel momento in cui si sposta la lente d'ingrandimento sulle donne tornate a lavoro dopo la gravidanza. In un rapporto dell'Inps si legge << Considerando tutte le donne che erano occupate prima della nascita del figlio, o 24 mesi dalla nascita di questi, si osserva una perdita secca del 35% dello stipendio>>


Perché se sei una mamma non conta più quante lauree tu abbia, nè la tua competenza o la tua esperienza: importa solo del tempo che puoi dedicare all'azienda o che ipoteticamente potresti togliere, a causa dei tuoi figli.


Si tratta pur sempre di bambini, prima o poi si ammaleranno, arriverà l'estate e smetteranno di andare a scuola o ci sarà una recita, uno spettacolo o una partita a cui non vorrai mancare.


Sarà capitato anche a te di sentirti dire:


<< Devi scegliere tra lavoro e famiglia>>

<<Che senso ha avere dei figli se poi non ci sei mai? >>

<<La mia mamma ha fatto la casalinga tutta al vita e non abbiamo mai avuto problemi economici>>

etc...etc...etc...


L'elenco delle frasi, più o meno stupide, che le mamme si sentono dire durante e dopo la gravidanza è quasi lungo quanto l'elenco delle ingiustizie che sono costrette a subire.


La domanda è: ne vale realmente la pena?


Si, perché al giorno d'oggi senza due stipendi una famiglia a fine mese non ci arriva.


Quindi, cosa fare?


Quella del lavoro part-time è un'ottima carta da giocare. 8 ore su tre giorni lavorativi oppure 6 ore su 4 giorni sono un'ottima soluzione.


Ma poi?


A quanto ammonterebbe lo stipendio? Ad un fisso mensile utile solo a pagare qualche spesa, se tutto va bene.


Altrimenti c'è la possibilità di lavorare da casa, ma non te la consiglio: il più delle volte si tratta di truffe, dove sei tua la prima a dover comprare i prodotti che poi venderai.


Cosa resta?


I call center potrebbe essere una soluzione. Impegno part-time e possibilità di scelta tra turni di mattina/pomeriggio, sono l'ideale per chi ha bisogno di far combaciare lavoro e altri impegni.


Ma lo so cosa stai pensando: “tutto ma non i call center!


E hai ragione.


Questa è una realtà difficile. Lo sappiamo bene.


La maggior parte dei call center si trovano in strutture più simili a garage che ad uffici degni di questo nome, e i datori di lavoro sono interessati al guadagno e non al benessere dei lavoratori.


Ma non tutti i call center sono così.

Bisogna solo saper scegliere.


Come?


Bhe, i commenti sui social sono un buon punto da cui partire.


Ecco qualche esempio per te









E queste sono solo alcune delle recensioni scritte dalle nostre rèspeaker: capirai che riportarle tutte avrebbe reso questo articolo chilometrico. Puoi comunque consultarle tutte visitando la nostra pagina Facebook.

Sono moltissime le donne e mamme che in RèSpeak hanno trovato la loro "rèale opportunità" di guadagnare bene e di far carriera, dopo essersi viste sbattute in faccia tante porte, da quel mondo del lavoro che reputa una donna "scaduta come il latte" una volta passati i trent'anni.


Tu cosa aspetti?

Riprendi in mano le redini della tua vita!


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