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Tutto quello che non sai sui call center

Aggiornato il: 30 apr 2019

Call Center, creature mitologiche, colpevoli di aver imprigionato nelle loro grinfie centinaia di giovani, costringendoli ad un lavoro stressante e sottopagato. Status symbol del fallimento lavorativo, sono considerati l'ultimo gradino della scala lavorativa: ma ancora non è chiaro il perché.

Ci sono molti miti intorno ai call center e alla figura dell'operatore telefonico, metaforicamente incatenato ad una sedi tutto il giorno, peccato che nessuno di questi sia vero o quasi.

Certo, anche questo lavoro ha dei lati odiosi, ma rimane comunque un impiego come un altro dove a fare la differenza tra "il bene e il male" è il "capo". A guardarsi bene intorno, l'Italia è piena di luoghi di lavoro dove le condizioni non sono ottimali e i datori di lavoro non proprio onestissimi, ma non è un problema concentrato solo nel settore dei call center.

Altro mito famoso che aleggia intorno alla figura degli operatori è che siano tutti laureati, costretti a ridimensionare i propri sogni di gloria, o “falliti”che si arrangiano per arrivare a fine mese.

In realtà, la maggior parte degli operatori sono giovani universitari, tra i 20 ai 24 anni, che lavora per pagarsi gli studi o per “arrotondare”. Abbiamo poi le mamme, che hanno bisogno di conciliare l'orario di lavoro con quello della scuola dei figli e, infine, coloro a cui questo lavoro piace: perché si, questo lavoro può anche piacere. Quindi, il binomio "call center-fallimento” non pare avere basi solide.

Ultimo, ma non per importanza, è il cliché che vorrebbe l'operatore sottoposto a numerosi insulti durante l'arco della giornata. Certo, queste sono situazioni che possono capitare è vero, ma con la stessa frequenza con cui una commessa inciampa in un cliente scostumato.

Generalmente, in un call center gestito nel rispetto della legge e all'insegna dell'onesta si sta bene.

È un lavoro stressante e noioso come tanti altri, e come tanti altri può dare la possibilità di crescere professionalmente, e di mantenersi dignitosamente.


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